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Facciamo il punto … sulle Mura. Un patrimonio da valorizzare

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il tirreno

Mura, l’obiettivo è la gestione autonoma

Il presidente Biancalana anticipa piani e strategie per il futuro. La proposta: «Mostre di arte contemporanea sugli spalti» di Gregorio Andreini

LUCCA. Obiettivo: arrivare a una autonomia nella gestione delle Mura. E dell’utilizzo e destinazione dei suoi gioielli recuperati, come i sotterranei, il presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana vuole discutere con la gente, con i lucchesi.

Le nuove strategie per la valorizzazione della cinta muraria e altre anticipazioni come l’apertura della Biblioteca Botanica sono emerse durante il convegno di sabato 16 aprile nella casermetta San Pietro, sede della Compagnia Balestrieri di Lucca, sul baluardo San Pietro.

Una tavola rotonda, in realtà, organizzata da più soggetti: Lions Club Lucca Le Mura, Associazione Internazionale delle Città Murate con Lions Club e Opera delle Mura, da lungo tempo impegnati nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale delle Città cinte da mura.

L’iniziativa era coordinata da Vittorio Silvestrini presidente di Lions Club Lucca le Mura. Un evento che è servito anche per riflettere su tematiche attuali legate alle Mura, monumento cittadino simbolo della città di Lucca.

«Il verde urbano è un bene di tutti – ha spiegato il presidente dell’Opera delle Mura Biancalana -. Ci sono persone che ogni giorno vogliono fare due passi sulle Mura, mamme con i bambini nel passeggino. Dobbiamo pensare che Lucca non è più la stessa dell’ ‘800, è cambiato il modo di vivere le Mura da parte delle persone. Non si può pensare semplicemente di sostituire delle piante malate, piantandone magari altre che poi hanno una fisiologia diversa da quelle già presenti. E bisogna riflettere bene sulla sicurezza delle persone. Servirebbe un piano che tenesse conto anche dell’estetica e di una conformazione territoriale cittadina diversa».

Dopodiché Biancalana si è soffermato sul futuro delle Mura urbane, sulla loro gestione, economia, sul loro utilizzo.

«Noi – ha spiegato – andiamo avanti con i finanziamenti dell’amministrazione comunale, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, con le risorse che riusciamo a ottenere dallo Stato e dalla Regione Toscana per riuscire a gestire tutte le attività dell’Orto Botanico e per organizzare le manifestazioni annuale, in primo luogo VerdeMura e Murabilia. Ci poniamo l’obiettivo – ha sottolineato – di arrivare a una nostra propria autonomia gestionale. Negli ultimi tempi alcuni gioielli che rientrano nel patrimonio delle Mura urbane sono stati restituiti alla città grazie a interventi importanti, come l’ex Casa del Boia o il sotterraneo del baluardo Santa Croce. Adesso sarà importante dibattere con i lucchesi sulla questione di considerare diversamente gli spalti delle Mura, che potrebbero essere utilizzabili anche per ospitare esposizioni di arte contemporanea. Il nostro impegno sarà intento di portare in dono alla città, in occasione di Murabilia 2016 (nel mese di settembre, ndr) la Biblioteca Botanica chiusa dagli anni Cinquanta».

Sono intervenuti alla tavola rotonda sulle Mura anche Giuseppe Guerra, presidente dell’Associazione Internazionale delle Città Murate; Massimo Mirk, past presidente dell’Associazione Internazionale delle Città Murate; Massimo Checchia rappresentante Lions Club di periferia, il presidente del Ciscu Antonio Romiti e la professoressa Nicoletta Ferrucci, docente di pianificazione economica e territoriale e legislazione ambientale all’università di Padova.

Significativo l’intervento di Franco Ghio, presidente
onorario dell’Associazione Internazionale Città Murate. «Penso – ha detto – che le Mura siano avvertite da tutti come il contenitore materiale della città, della sua dinamica, dell’identità della nostra storia. Cingono il centro storico come in un abbraccio».

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